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IL DONO NELLE DONAZIONI GIOVANI
Nella presentazione di Giovanni Spitale, organizzata dall'Associazione Biblioteca di Arcugnano, il messaggio e' stato chiaro: donare e' vita.
La storia di Giovanni comincia dal desiderio di voler salvare un'esistenza.
Decide cosi' di tipizzarsi per poter entrare nella lista dei donatori di midollo osseo. Scopre pero' di essere malato. Il caso vuole che sia proprio lui ad avere bisogno di un trapianto di midollo.
Eleonora Gianello presenta l'opera di Spitale "Il dono delle donazioni, una prospettiva bioetica" incentrandola sugli aspetti generali che caratterizzano la filosofia del dono dell'autore. Che cosa significa donare? Donare il sangue in Italia e' sempre stata una pratica volontaria, gratuita e anonima? Eleonora ci ricorda l'importanza di conoscere, di informarsi, di capire che il dono anatomico volontario e' stata una conquista della legge italiana. Regalare una parte di se' agli altri senza uno scopo, un fine personale e' la conquista dell'umanita', e' cio' che lega i rapporti tra le persone. Dopo gli applausi della brillante presentazione di Eleonora Gianello arriva Spitale sulla scena.
Racconta la sua storia e il pubblico si lascia coinvolgere. L'autore ci fa entrare nella sua vita. Comincia a narrare mostrando le sue scarpe d'arrampicata. Scalare e' la sua piu' grande passione. Non ci si puo' lasciar sfuggire nemmeno una parola perche' le sue frasi sono insegnamenti di vita. Spitale ci insegna a vivere.
"Il dono nelle donazioni" e' un saggio di bioetica, ma allo scrittore non interessa parlare in modo complicato. Vuole farsi capire da tutti sostenendo che fare filosofia significa appoggiare un piede ben saldo a terra per non volare via, per non lasciare che le parole filosofiche complichino la comprensione del suo messaggio. Spitale infatti ci fa restare li' non con uno, bensi' con entrambi i piedi per terra affrontando il dolore della vita. Un dolore che e' in grado di combattere ogni giorno grazie alla forza del sorriso.
Sa prendersi in giro, sa sdrammatizzare. Si mette una tunica e un turbante in testa. Il giovane filosofo racconta la sua esperienza in ospedale. Vista l'impossibilita' di trovare un donatore di midollo osseo compatibile, Spitale deve sottoporsi a una terapia durissima. Deve far ripartire a tutti i costi il suo midollo osseo. In ospedale lo scrittore rischia la vita. Anche se la situazione e' terribile cammina per i corridoi del reparto vestito in quel modo stravagante. Intorno a lui c'e' sofferenza e morte. In quei momenti Spitale sostiene che e' necessario ridere anche quando il latte e' gia' versato. Si ride e ci si commuove con Spitale. Non scrive solo parole. Egli incarna un'idea. E' l'esempio vivente del dono. Gli occhi del pubblico sono lucidi. Giovanni sceglie di raccontare la sua storia senza vittimismo. Affronta la malattia con dignita' e coraggio. Quando conclude gli applausi sono numerosi.
Nella Biblioteca di Arcugnano l'emozione prende parola. Due donatori, iscritti all'associazione FIDAS Arcugnano, si fanno portavoci del messaggio del dono. Hanno salvato due vite umane con il loro gesto.
Le parole di Giovanni Spitale restano attaccate al cuore. Restano perche' la sua storia tocca nel profondo dell'essere. Spitale ci invita a pensare, a scegliere, a prendere una posizione. Il dono e' quindi l'unica cosa che ci rende davvero umani, un gesto che porta l'essere umano a creare relazioni, ad intessere fili invisibili di pace e di un immenso e infinito amore verso il prossimo. Con Spitale il pubblico di Arcugnano ha capito che donare e' la vita stessa e per questo lo ringrazia.

Jader Girardello